Una domenica

Questa ultima domenica, ma come ogni giorno del resto, mi sono svegliato sul presto.

Avevo dormito bene per almeno sei ore filate e senza interruzioni, cosa rara. Così, credo fossero le cinque, mi sveglio secco.
Il gatto, ovvio, mi sente e arriva miagolando. Mi alzo, infilo le ciabatte e nutro gli animali; i gatti sono due.
Mi infilo sotto la doccia e poi caffè, senza il caffè la giornata non inizia proprio. Il mio rito è doccia, caffè e lettura.
Apro un quotidiano, di questi tempi la domenica i quotidiani sono un poco più leggibili perché c’è la pagina della cultura. Capito su un articolo che parla di Salinger, dice che il figlio, intervistato dal Guardian, pubblicherà gli inediti e pare ce ne siano un sacco. Ci vorrà molto, forse anche dieci anni perché il lavoro di editing sarà lungo e complesso.
Salinger non scriveva in maniera lineare, scriveva sempre, molto su dei taccuini dove e quando gli capitava, così mettere insieme il tutto sarà complicato. E quando scriveva rimaneva li, fermo, sorridendo, taccuino e penna in mano a raccogliere i suoi pensieri e se stesso.

Per me che che scrivo tutti i giorni, carta e penna, leggere queste cose è un sollucchero. Così mi viene da leggere il Giovane Holden, lo avevo letto al liceo, forse. Fatto sta che lo avevo in libreria.

Prendo e prima che tutti gli altri siano svegli leggo, tutto d’un fiato. Proprio un buon modo per iniziare la domenica.