Sulla luna e ritorno

Scorrendo i feed dei blog che leggo con una certa regolarità capito su questo di Nicholas Bate, riporta il link a una pagina che compara la capacità computazionale dell’Apollo 11 Guidance Computer (AGC) e i processori utilizzati negli USB-C charger. In sintesi: il processore più veloce (un CORTEX M0 che può costare anche meno di 1 Euro) usato in uno dei charger, il cui compito è caricare un telefono o al più un laptop, è mediamente 563 volte più veloce della CPU dell’AGC che ha guidato tre uomini sulla luna e poi indietro sulla terra.1Poi per per ricostruire l’AGC di processori ne servirebbero almeno quattro, questo per garantire la ridondanza. Senza dilungarmi qui, i dettagli tecnici si possono leggere nel documento cui punta link. Tutti i giorni usiamo oggetti (spesso per fare le cose più banali) che condensano tecnologia e capacità computazionali che potrebbero tranquillamente guidarci sulla luna.

La tecnologia ha fatto passi da gigante, è parte della nostra quotidianità e la diamo ormai per scontata quasi svilendola.

2020

Buoni propositi ne faccio tutti i giorni, non mi pare il caso di farne oggi solo perchè la convenzione di ogni inizio anno ce lo impone.
Con un’unica eccezione:
imparare (sempre di più) a dire di no, cosicché i no mi regalino più tempo e più serenità.
Ho già un’idea di ciò che potrei fare con questo tesoretto.

Grattarsi il culo

…per farlo non c’è bisogno di conoscere tutto il complesso meccanismo che coordina le almeno tre dozzine di muscoli interessati, né le sette aree neuronali implicate, nel grattarselo.

Malvino da leggere.

La casa del sonno

Questa notte ho letto La casa del sonno di Jonathan Coe e la notte pressoché insonne (direi quasi perfettamente in tema) credo testimoni più di mille parole quanto mi sia piaciuto questo libro; i personaggi, la trama nella costruzione e nello sviluppo e anche la scrittura. Bello.

We all have pain

It isn’t necessarily interesting.

Non so se il dolore sia un viatico per la scrittura, ciascuno scrive di ciò che vuole come vuole. Per me è un fatto che scrivere aiuta, un poco, sempre.

Via Austin Kleon

Carta e penna

La tecnologia è elemento fondamentale nella mia professione e utilizzo oggetti digitali quotidianamente.

Sono però una persona carta e penna, amo scrivere con le mie stilografiche e ho una sorta di ossessione per la Tomoe River paper.

La scrittura a mano mi impone lentezza e riflessione. Impugnare la penna, aprire il quaderno, toccare la carta, far scorrere l’inchiostro; esperienze fisiche che non hanno davvero pari nel digitale.

In molti hanno scritto sui benefici della scrittura a mano, Om Malik elenca le sue ragioni sul perché usare carta e penna sia cosa buona. Questa una:

Google (or Facebook) can’t track it — yet.