Artificial intelligence – Austin Kleon:

“We chose instead to pick the best parts of each… We cut lines and paragraphs, and rearranged the order of them in some places.”

Honey, that means a human wrote this piece.

Writing is editing. It is about making choices.

Sempre a proposito di GPT-3.

GPT-3 una AI che scrive (bene)

GPT-3 è un modello di linguaggio autoregressivo che utilizza il deep learning per generare testo come fosse scritto da un essere umano. Dallo scorso 11 giugno è disponibile la beta della API su invito.

È una AI che scrive in autonomia e anche piuttosto bene, alcuni esempi:

  • project december è un chatbot basato su GPT-3 con cui si può amabilmente conversare, 
  • in questo thread si possono apprezzare alcuni testi scritti da GPT-3,
  • ma può anche programmare, qui un esempio di come fornendo alcune semplici istruzioni in linguaggio naturale sia in grado di generare un layout HTML con CSS.

Non male ma anche inquietante, con un sistema così avanzato sarebbe piuttosto semplice generare disinformazione e altri contenuti potenzialmente dannosi.

Fonte Rebecca Toh.

Digital Garden

Il giardino è un luogo in cui crescono le cose, lo coltiviamo e lo curiamo per goderne in primis noi stessi ma un po’ anche per mostrarlo e condividerlo con altri.

Il Digital Garden (concetto del web in verità non nuovo ma tornato attuale) è metafora di un luogo personale digitale in cui si coltivano e curano le idee perché crescano e maturino anche attraverso la condivisione.

È per certi aspetti una evoluzione del blog personale, si focalizza però di più sul processo di cura e crescita di quanto quotidianamente annotiamo e condividiamo che non sul risultato che si vuole ottenere con il singolo post pubblicato.
È il contenitore delle nostre idee e annotazioni, densamente interconnesse tra loro 1Questo modo di scrivere mi è famigliare, per le mie annotazioni uso quotidianamente il metodo dello zettelkasten, è una scrittura che abbandona il flusso cronologico e non obbliga alla pubblicazione perfettamente curata e pronta per essere consumata tipica del quotidiano o del blog professionale.

Nulla a che fare con strategie di “content marketing” o “personal branding”, è una condivisione curata di idee, uno scrivere un po’ più rilassato; un modo di scrivere e condividere che mi piace molto.


Alcune letture a riguardo.

My blog is a digital garden, not a blog

Building a digital garden

The Digital Garden

On Digital Gardens, Blogs, Personal Spaces, and the Future

Nozionismo (sul non farsi domande)

Leggo il blog di Austin Kleon con una certa regolarità, qui una cosa interessante riguardo l’approccio moderno alla conoscenza.

I really, really don’t like it when people look things up on their iPhones…. I mean, sometimes, of course, I’m no idiot. The encyclopedic nature of the information that’s available is fantastic, but I would still rather wonder than know.

La possibilità di accedere subito e con facilità a una quantità mostruosa di informazioni ci ha educati forse più alla risposta che alla domanda. Quando abbiamo bisogno una risposta prendiamo lo strumento e trovato ciò che cercavamo andiamo velocemente oltre, non ci fermiamo, non elaboriamo; ma è l’informazione che otteniamo dalla ricerca il nostro punto di arrivo?

Le informazioni in sé non generano alcuna conoscenza, anzi un sovraccarico di informazioni genera solo rumore che conduce all’esatto opposto. Banale nozionismo (o polimazia come dicevano gli antichi), una nuance grigiastra di nozioni non elaborate che non portano da nessuna parte se non alla superficialità.

“ Ogni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali. ”

Mala tempora currunt

Usciremo da questa terribile emergenza sanitaria, questo è certo.

Mi preoccupa però il dopo, mi preoccupa il come. Si perché questa situazione eccezionale mi pare abbia dimostrato tutti i limiti del dilettantismo salito al potere spinto dall’ondata populista.

Serve competenza per dirigere un paese democratico come l’Italia, perché la democrazia è una cosa meravigliosa ma complessa. Certo un sano autoritarismo o, anche meglio, una dittatura, semplificherebbero le cose. C’è uno che decide per tutti, per esempio che il virus non esiste e che non serve fare alcunché.
Fine di ogni discussione e di qualsivoglia complessità, bello e facile no? No.

In democrazia per fortuna non è così, si tiene conto delle esigenze di tutti. Si conciliano interessi e sentimenti talvolta opposti, ma serve avere una capacità di ascolto e di sintesi non comuni.

Stante quello che ho letto e ascoltato in queste settimane non mi sembra (ma potrebbe esser un mio problema cognitivo) che queste capacità siano emerse in maniera particolare. Il dopo e il come andrebbero pensati e programmati. Ma non sarà così e temo ci toccherà ascoltare il vaniloquio dentro annunci urbi et orbi, che smentiranno gli annunci della settimana o del giorno precedente, che daranno la colpa ad altri.

E navigheremo a vista e pioverà e noi, nudi, nel mezzo.

Mala tempora currunt sed peiora parantur.

Sulla luna e ritorno

Scorrendo i feed dei blog che leggo con una certa regolarità capito su questo di Nicholas Bate, riporta il link a una pagina che compara la capacità computazionale dell’Apollo 11 Guidance Computer (AGC) e i processori utilizzati negli USB-C charger. In sintesi: il processore più veloce (un CORTEX M0 che può costare anche meno di 1 Euro) usato in uno dei charger, il cui compito è caricare un telefono o al più un laptop, è mediamente 563 volte più veloce della CPU dell’AGC che ha guidato tre uomini sulla luna e poi indietro sulla terra.1Poi per per ricostruire l’AGC di processori ne servirebbero almeno quattro, questo per garantire la ridondanza. Senza dilungarmi qui, i dettagli tecnici si possono leggere nel documento cui punta link. Tutti i giorni usiamo oggetti (spesso per fare le cose più banali) che condensano tecnologia e capacità computazionali che potrebbero tranquillamente guidarci sulla luna.

La tecnologia ha fatto passi da gigante, è parte della nostra quotidianità e la diamo ormai per scontata quasi svilendola.