Marginalia

Nozionismo (sul non farsi domande)

Leggo il blog di Austin Kleon con una certa regolarità, qui una cosa interessante riguardo l’approccio moderno alla conoscenza.

I really, really don’t like it when people look things up on their iPhones…. I mean, sometimes, of course, I’m no idiot. The encyclopedic nature of the information that’s available is fantastic, but I would still rather wonder than know.

La possibilità di accedere subito e con facilità a una quantità mostruosa di informazioni ci ha educati forse più alla risposta che alla domanda. Quando abbiamo bisogno una risposta prendiamo lo strumento e trovato ciò che cercavamo andiamo velocemente oltre; ma è l’informazione che otteniamo dalla risposta il nostro punto di arrivo?

Le informazioni in sé non generano alcuna conoscenza, anzi un sovraccarico di informazioni genera solo rumore che porta all’esatto opposto. Banale nozionismo (o polimazia come dicevano gli antichi), una nuance grigiastra di nozioni non elaborate che non portano da nessuna parte se non alla superficialità.

Non dobbiamo accontentarci, l’informazione generata dalla risposta dovrebbe servire per fermarsi quanto serve per pensare alla domanda successiva.

Silenzio

Il silenzio è prezioso.

Il silenzio è in via di estinzione.

In alcuni luoghi e in alcune persone è anzi già estinto da tempo. Non che non si debba dire o scrivere, solo che il saper tacere e la sua bellezza non vengono coltivati abbastanza.

Scegliere

Ogni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.

Mala tempora currunt

Usciremo da questa terribile emergenza sanitaria, questo è certo.

Mi preoccupa però il dopo, mi preoccupa il come. Si perché questa situazione eccezionale mi pare abbia dimostrato tutti i limiti del dilettantismo salito al potere spinto dall’ondata populista.

Serve competenza per dirigere un paese democratico come l’Italia, perché la democrazia è una cosa meravigliosa ma complessa. Certo un sano autoritarismo o, anche meglio, una dittatura, semplificherebbero le cose. C’è uno che decide per tutti, per esempio che il virus non esiste e che non serve fare alcunché. Fine di ogni discussione e di qualsivoglia complessità, bello e facile no? No.

In democrazia per fortuna non è così, si tiene conto delle esigenze di tutti. Si conciliano interessi e sentimenti talvolta opposti, ma serve avere una capacità di ascolto e di sintesi non comuni.

Stante quello che ho letto e ascoltato in queste settimane non mi sembra (ma potrebbe esser un mio problema cognitivo) che queste capacità siano emerse in maniera particolare. Il dopo e il come andrebbero pensati e programmati. Ma non sarà così e temo ci toccherà ascoltare il vaniloquio dentro annunci urbi et orbi, che smentiranno gli annunci della settimana o del giorno precedente, che daranno la colpa ad altri.

E navigheremo a vista e pioverà e noi, nudi, nel mezzo.

Mala tempora currunt sed peiora parantur.

nove marzo duemilaventi

È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

Mariangela Gualtieri su Doppiozero

Sulla luna e ritorno

Scorrendo i feed dei blog che leggo con una certa regolarità capito su questo di Nicholas Bate, riporta il link a una pagina che compara la capacità computazionale dell’Apollo 11 Guidance Computer (AGC) e i processori utilizzati negli USB-C charger. In sintesi: il processore più veloce (un CORTEX M0 che può costare anche meno di 1 Euro) usato in uno dei charger, il cui compito è caricare un telefono o al più un laptop, è mediamente 563 volte più veloce della CPU dell’AGC che ha portato tre uomini sulla luna e poi indietro sulla terra1. Tutti i giorni usiamo oggetti (spesso per fare le cose più banali) che condensano tecnologia e capacità computazionali che potrebbero tranquillamente guidarci sulla luna.

La tecnologia ha fatto passi da gigante, è parte della nostra quotidianità e la diamo ormai per scontata quasi svilendola.

  1. Poi per per ricostruire l’AGC di processori ne servirebbero almeno quattro per garantire la ridondanza, i dettagli tecnici si possono leggere nel documento cui punta link. 

Abilitare lo startup chime nei MacBook Pro

Non ho davvero idea del perché Apple abbia nel 2016 eliminato lo startup chime dei MacBook Pro, oggi ho scoperto che è possibile riabilitarlo così:

sudo nvram StartupMute=%00

Via Mr. Macintosh